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Da qualche giorno è on line il mio sito personale.

Il sito è stato realizzato dall’amica e bravissima grafica Francesca Bernardelli che non ringrazierò mai a sufficienza perché, con pazienza, grande capacità di ascolto e sintonia estetica, ha reso reale ciò che con le mie sole forze sarebbe rimasto solo un sogno.

Una piccola avvertenza.

Il mio non è un sito per la promozione dell’attività fotografica che svolgo come fotoamatore, senza alcun desiderio o intento di imitare chi ha fatto della fotografia la propria professione. La fotografia per me è certamente una grande passione, a cui dedico le mie attenzioni ed il mio poco tempo libero; essa è soprattutto il modo attraverso il quale esprimo le mie emozioni e la mia visione del mondo.

Nel mio sito raccoglierò i miei progetti fotografici che ritengo più significativi ed il materiale utile a raccontare ciò che io sono.

Se tutto questo può interessarvi, dunque, vi invito a frequentare con regolarità il sito e l’annesso blog che, nel limite delle mie possibilità, intendo mantenere attivo.

La mia gratitudine andrà infine a chi promuoverà il sito attraverso i propri canali di comunicazione, per farlo conoscere ad un ampia platea.

Grazie a tutti per l’attenzione.

20140509-Depressione-1

IL SILENZIO

Mi vesto di silenzio
Copro le mie ferite

Il mio corpo trema
strapazzato dai venti della vita

Alla ricerca di un cuore accogliente
che sappia perdonare

Maurizio Andreola, 31 maggio 2014

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né mai l’orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?”

L’incipit dell’Ecclesiaste mi aiuta a ricordare che anche l’apertura di un sito personale è un atto di vanità. Vero!

Ma anche il tentativo di lasciare un segno di se e del proprio passaggio a chi succederà. Affinché, mosso da curiosità, possa indagare per capire chi era quest’uomo.