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Martedì scorso, il 20 ottobre, per la seconda volta ho partecipato all’evento E20 Pille 73.

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Atmosfera vivace, serata gradevole, ospiti piacevoli e la casa, ah la casa… così accogliente e calda… di quel calore che racconta l’armonia della profonda relazione che lega chi ci abita. Ci vuole coraggio e tanta passione per rinnovare ogni mese la propria abitazione per ospitare nuove opere d’arte e per aprire agli altri la dimora in cui normalmente si cerca rifugio e tranquillità. E Simone e Mattia ne hanno in abbondanza.

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Ho avuto il piacere di vedere che più di un’immagine del mio lavoro ospitato il mese scorso è entrata a far parte delle opere che arricchiscono la casa.

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Ma veniamo agli artisti che fino al 19 novembre verranno ospitati con le loro opere nella casa di Pille. Sono tre giovani artisti che condividono lo studio a Brescia in una sorta di “convivenza fuori dal matrimonio”.

Roberto Ciroli

Nella presentazione degli artisti in esposizione, la critica d’arte Elena Alfonsi ha scritto dell’opera di Roberto: “Vi dovreste avvicinare per comprendere di queste scenografie la magia, la solennità dei personaggi la cui verità non prescinde la sospensione perfettamente registrata, calibrata, senza tempo.”

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Guido Azzalin

Dell’opera di Guido, Elena Alfonsi commenta: “Linee asciutte e taglienti danno origine a corpi in dissonanza armonica che lontani dal ricordo di sublimi immagini, trasudano di voglia di ribellione e provocazione nella materia contorta che denuncia dolore, sofferenza, malinconia.”

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Francesco Levi

Su Francesco ancora Elena Alfonsi scrive: “è pittore della meraviglia. Il suo pensiero procede per immagini in comunicazione allo stato puro in cui convergono la cultura occidentale e la cultura orientale.”

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Al piano superiore, poi, le signore possono trovare una collezione di vestiti di sartoria con numerosi accessori.

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Nella camera dei ricordi, invece, oltre ad una selezione delle opere degli artisti che hanno esposto nei mesi precedenti, è possibile ammirare i gioielli creati da Simone.

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Possiamo infine contemplare una importante creazione di Simone indossata da una gentilissima signora che è anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Peschiera del Garda.

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Simone e Mattia hanno la capacità di raccogliere intorno a se ed alla loro casa le energie artistiche che pervadono il territorio circostante. Lontano dai clamori delle rinomate piazze mondane, stanno costruendo con costanza e passione un punto di riferimento per gli artisti che selezionano in base al proprio gusto personale, offrendo uno spazio di esposizione forse inconsueto ma certamente più vero e vissuto di molte gallerie d’arte senz’anima ed in cui predomina lo spirito mercantile.

Per chi è interessato a conoscere questa realtà artistica, l’appuntamento è al prossimo evento il 20 Novembre.

Sabato 3 ottobre, in occasione della Notte Bianca della Cultura e dell’inaugurazione di Librixia15, la Fiera del Libro di Brescia, presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia si è tenuto l’atteso incontro con Francesco Guccini, organizzato dal Comune di Brescia in collaborazione con il Festival del Vittoriale Tener-a-mente.

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In quest’epoca di Expo che ci ha abituato a sentire di code chilometriche, non sfigurava sicuramente il serpentone di persone in attesa che si snodava lungo Corso Magenta. Aperte le porte, l’Auditorium si è velocemente riempito e putroppo molta gente non è riuscita ad entrare per assistere all’evento.

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Le 2 ore circa dell’incontro sono trascorse in modo molto piacevole. Guccini è un affabulatore elegante e capace di catturare l’attenzione degli spettatori. Non si esibisce più come cantautore e la sua carriera come scrittore gli sta dando molte soddisfazioni.

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Un paio di aneddoti che Guccini racconta aiutano a capire la natura dell’uomo.

“Un giorno, passeggiando a Copacabana, vidi Gerry Mulligan, grande sassofonista jazz. Era stato uno dei miei idoli, da ragazzo. Secondo voi che cosa ho fatto? Sono andato a chiedergli un autografo e una foto? No. L’ho guardato bene – e sono andato via. Così ci si comporta.”

“Una nota casa discografica mi ha proposto un contratto economicamente interessante; però mi dovevo impegnare a produrre 5 nuovi album in 5 anni! Io non potevo impegnarmi a produrre un album all’anno!! Una canzone nasce spontaneamente, non è che ti puoi chiudere in una stanza per un mese per produrre un disco. Ho rifiutato”

Guccini è anche stato molto disponibile a chiacchierare con il publico che gli ha rivolto numerose domande.

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Ai numerosi giovani presente ha raccomandato di impegnarsi a fondo per emergere in una società molto difficile e a tutti ha caldamente suggerito di leggere, leggere e ancora leggere.

Non capita spesso di avvicinarsi a personaggi di questa levatura che hanno lasciato un segno del loro passaggio in questa vita. Quando capita, si torna a casa più ricchi nello spirito. Ed è proprio quello che mi è successo ieri sera.