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Da Il ritorno di Casanova di Arthur Schnitzler ( 1918)

Passato era il suo tempo! E si confessava anche quanto altrimenti cercava di nascondersi con particolare solerzia, cioè che anche i suoi sforzi letterari e persino il suo libello contro Voltaire, nel quale aveva riposto la sua ultima speranza, sicuramente non sarebbe mai stato un tale successo da giungere lontano. Anche per quello era troppo tardi. Sì, se in anni più giovani avesse avuto il tempo e la pazienza per occuparsi seriamente di cose consimili – lo sapeva bene – sarebbe stato pari ai primi poeti e filosofi del suo secolo; allo stesso modo in cui la grande perseveranza e cautela che gli erano proprie avrebbero fatto di lui il più eccelso dei finanzieri o dei diplomatici.” (…) “Ma rimpiangeva ciò che dell’esistenza poteva aver perduto in questo eterno cercare e mai-o-sempre trovare, in questo eterno fuggire di brama in piacere e di piacere in brama? No, non rimpiangeva niente. Aveva vissuto la sua vita come nessun altro; e non la viveva ancora oggi a modo suo?

Un immagine letteraria che mi induce a riflettere… e a riflettermi…

Ciò che sono.

Ciò che avrei potuto essere e non sono diventato.

Nessuno!

Ma Nessuno è il mio eroe, di cui ammiro il coraggio e l’ingegno.

Ciclope, mi chiedi di nuovo il nome famoso, ed io te lo dirò: tu dammi, come hai promesso, il dono ospitale. Nessuno è il mio nome: Nessuno mi chiamano mia madre e mio padre e Nessuno mi chiamano tutti gli altri compagni e sono il condottiero di questi marinai che si sono persi a causa della tempesta.

Un Nessuno a cui mi ispiro nel mio essere nessuno.

Sereno nel mio anonimato. Senza volto…

Lo_Specchio-3