Menu
menu

Mantova, piccolo scrigno d’arte incastonato nella Pianura Padana, ospita fino al 6 giugno 5 luglio, nella splendida cornice di Palazzo Te, la mostra dell’artista-attivista, cultore, architetto e blogger cinese Ai Weiwei dal titolo “Il Giardino Incantato”.

Palazzo Te è un grande edificio rinascimentale commissionato da Federico II Gonzaga, Duca di Mantova, all’architetto Giulio Romano ed usato dalla nobile famiglia dei Gonzaga per lo svago ed i ricevimenti dei nobili del tempo che transitavano per Mantova. Dista circa 1,5 km dal centro di Mantova e per chi si muove a piedi, vi si accede da Viale Te, un lungo viale alberato che si diparte da Viale Monte Grappa (vedi mappa). Per chi invece si sposta in macchina, è molto comodo l’ampio parcheggio che si raggiunge da strada Trincerone svoltando a destra dopo il sottopasso ferroviario.

 

L’ingresso di Viale Te
L’ingresso di Viale Te
Viale Te
Viale Te
Palazzo Te, vista della facciata
Palazzo Te, vista della facciata
Palazzo Te, l'ingresso principale
Palazzo Te, l’ingresso principale
La loggia d'onore, vista dall'esedra
La loggia d’onore, vista dall’esedra
L'emiciclo dell'esedra
L’emiciclo dell’esedra
L'emiciclo dell’esedra in una suggestiva vista serale
L’emiciclo dell’esedra in una suggestiva vista serale

All’interno di palazzo Te si trovano numerose stanze splendidamente affrescate.

 Camera di Amore e Psiche: particolare
Camera di Amore e Psiche: particolare
 Camera di Amore e Psiche: particolare del banchetto
Camera di Amore e Psiche: particolare del banchetto
Camera dei Giganti: particolare del soffitto
Camera dei Giganti: particolare del soffitto
Camera dei Giganti: particolare del soffitto
Camera dei Giganti: particolare del soffitto
Camera dei Giganti: particolare della parete
Camera dei Giganti: particolare della parete
Camera dei Giganti: particolare della parete
Camera dei Giganti: particolare della parete

Visitando le splendide sale del palazzo rinascimentale potrete ammirare le opere inedite appositamente composte per questa occasione da Ai Weiwei e da due artisti che da anni collaborano con Ai Weiwei in diversi progetti, Meng Huang e Li Zhanyang. Stimolante è il confronto tra la modernità delle creazioni d’arte contemporanea e la classicità del contesto rinascimentale in cui sono inserite.

Di seguito le immagini di alcune delle opere esposte.

20150306-AiWeiWei-1 20150306-AiWeiWei-2 20150306-AiWeiWei-3 20150306-AiWeiWei-4 20150306-AiWeiWei-5 20150306-AiWeiWei-6 20150306-AiWeiWei-7 20150306-AiWeiWei-9

In esposizione anche una installazione realizzata appositamente per l’occasione da Li Zhanyang, che ritrae Ai Wei Wei al lavoro, nella sua casa di Pechino.

20150306-AiWeiWei-8

Ho avuto il privilegio di essere presente all’inaugurazione della mostra e non conoscendo l’artista, speravo di poterlo incontrare di persona. Beata ignoranza… durante la presentazione scoprii che avendo assunto una posizione fortemente critica verso il governo cinese, gli è stato negato il diritto di lasciare il paese. Questo, al di là del valore delle sue opere, mi ha spinto a cercare di capire chi è Ai Weiwei, l’”Artista-Attivista”.

Ai Weiwei nasce a Pechino nel maggio 1957, quindi è un mio coetaneo. È figlio del famoso poeta ed intellettuale Ai Qing che a causa delle proprie idee, venne politicamente emarginato ed etichettato come “nemico del popolo”. Poco dopo la nascita di Weiwei, l’intera famiglia Ai fu forzatamente trasferita nelle campagne a lavorare per essere rieducata. Il padre, a causa della sua fama, dovette sopportare innumerevoli umiliazioni quotidiane ed il figlio fu immerso nella follia della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, iniziata nel 1966. Erano gli anni in cui ad Oriente chi pensava con la propria testa era un reazionario e ad Occidente ci si beava nei miti di una società che ,con l’intento di sfamare il popolo, imponeva una asfissiante uniformità che impediva ogni differenziazione individuale. A questo proposito Tiziano Terzani in “La fine è il mio inizio” (Ed. Longanesi & C., 2006) afferma “io mi resi conto prestissimo che il mio sogno – il sogno di un giovane che studia la Cina sui banchi della Columbia University – era stato l’incubo dei cinesi.”!

Quando nel 1976 terminò la Rivoluzione culturale ed i suoi principali artefici, la cosiddetta Banda dei Quattro, finirono dietro le sbarre, Ai Qing venne riabilitato e la famiglia Ai poté fare ritorno a Pechino, dove trovarono un’atmosfera libertaria in pieno fermento. Ma il vento di libertà che spira in Cina suscita fermenti di pensiero che spaventano il potere; non tarda infatti a giungere di lì a poco la severa condanna di chi aveva osato diffondere l’idea “sovversiva” che la democrazia era la quinta e unica modernizzazione di cui la Cina avesse realmente bisogno. L’aspetto tragico di queste vicende è che le idee democratiche represse dal regime comunista erano state divulgate usando il cosiddetto “Muro della Democrazia” che nell’intento del governo cinese doveva essere usato solo per criticare la Banda dei Quattro.

Questi eventi provocarono in Weiwei, che aveva attivamente partecipato al Muro, un profondo senso di delusione verso la politica e di turbamento per l’arroganza del potere. Partecipa ad un gruppo informale di artisti cinesi, denominato Stars, che promuovono il loro diritto ad un espressione artistica individuale; tuttavia appena se ne presenta l’occasione, lascia la Cina nel 1981 per trasferirsi negli USA a New York. Qui Weiwei cresce artisticamente, frequenta due prestigiose scuole di design, conosce il lavoro di Duchamp e Warhol, è vicino di casa di Allen Ginsberg e, innamoratosi del Dada, abbandona il disegno per la fotografia.

Nel giugno dell’89 è profondamente scosso dagli eventi di piazza Tienanmen e solidarizza con i manifestanti facendo uno sciopero della fame di 8 giorni insieme al gruppo “Solidarity for China”. Nel 1993, a causa delle cattive condizioni di salute del padre, Weiwei ritorna a casa in Cina.

La scena artistica in Cina è molto movimentata in quegli anni e Weiwei vi si inserisce con iniziative di grande risonanza. Si dedica infatti a numerosi progetti artistici e curatoriali, guadagnandosi la reputazione di catalizzatore del mondo dell’arte cinese. Nei primi anni del nuovo millennio si dedica anche a progetti di architettura e nel 2003 fonda il suo studio, il «FAKE Design». Realizza edifici molto apprezzati, la cui elegante semplicità contrasta con lo stile pomposamente barocco prediletto dai costruttori di Pechino. La sua fama cresce sia all’interno della Cina che sulla scena internazionale, sebbene Weiwei non disdegni di promuovere iniziative artistiche provocatorie verso il potere costituito. Fortemente coinvolto nello sviluppo dell’arte contemporanea cinese, nel 2005 gli viene offerta, insieme ad altre celebrità, l’opportunità di partecipare al lancio della nuova piattaforma blog sina.com a cui lui, completamente digiuno di qualunque conoscenza del mondo di internet, aderisce con entusiasmo.

Questa opportunità apparentemente insignificante, trasforma radicalmente la sua vita. Passa diverse ore al giorno a scrivere blog e a scattare centinaia di foto, alcune delle quali postate quotidianamente sul blog stesso. Esplora il potenziale connettivo di Internet a fini artistici ed in un’intervista si spinge a dire che il blog “è stato in assoluto il regalo più interessante che abbia mai ricevuto; per me, ma forse addirittura per la Cina, perchè viviamo in una società che non solo non incoraggia l’espressione delle proprie idee, ma spesso la punisce, come è successo a due generazioni di scrittori. La gente ha paura a mettere qualcosa per iscritto; qualsiasi parola scritta può venire utilizzata come prova di colpevolezza. ecco perchè gli intellettuali cinesi sono così cauti ora.”. E di fronte ad un potere ottuso e soffocante che si affanna a controllare e ad imbavagliare ogni anelito di democrazia e di espressione del libero pensiero, Weiwei rivela sempre un’indole sovversiva che lo porta ad affrontare senza timore le autorità culturali e politiche.

Nel 2008, nel pieno del fermento per i XXIX Giochi olimpici ospitati dalla Cina, Ai Weiwei fu uno dei primi cittadini cinesi a boicottare pubblicamente le Olimpiadi, sebbene il suo nome fosse legato al progetto del nuovo Stadio nazionale, il ben noto «Nido d’uccello», il principale simbolo della Pechino olimpica. Poteva essere acclamato come un eroe nazionale e invece Weiwei decide di assumere una posizione critica nei confronti del regime. Diventato uno dei commentatori sociali cinesi più richiesti ed influenti, rilascia decine di interviste ad interlocutori sia nazionali che internazionali, crescendo di fama e di importanza ma, allo stesso tempo, catalizzando su di se le minacce della censura a causa del suo attivismo che inquietava il regime.

La chiave di volta che lo porta alla rottura con il regime è la sua iniziativa nel marzo 2009 di promuovere un azione collettiva volta a far pressione sulle autorità del Sichuan perchè si assumessero la responsabilità della pessima qualità degli edifici scolastici crollati durante il terremoto nel Wenchuan che causò la morte di migliaia di scolari. L’atto considerato sovversivo dalle autorità fu la sua ferma volontà di raccogliere, insieme ad un centinaio di volontari, i nomi di tutti i bambini morti nel crollo della propria scuola. Il nome di un bambino morto resta solo nella memoria della sua famiglia ma i 5.210 nomi raccolti da Weiwei rappresentavano il più forte atto di accusa verso un potere corrotto e arrogante che negava la propria responsabilità nell’eccidio e usava la forza per ridurre al silenzio i genitori delle piccole vittime.

Ai Weiwei subisce forti intimidazioni; nel maggio 2009 il suo blog viene chiuso dalle autorità cinesi. In agosto dello stesso anno subisce un aggressione da parte di agenti in borghese e in settembre subisce un delicato intervento alla testa a Monaco che gli salva la vita. Nell’agosto del 2010 subisce una seconda aggressione e viene posto agli arresti domiciliari. Nell’aprile del 2011 viene arrestato mentre sta per prendere un volo per Hong Kong e detenuto per non meglio precisati “crimini economici”, viene accusato anche di bigamia in quanto, pur sposato, avrebbe avuto un figlio da un’altra donna. A volte i regimi totalitari, nella loro tragicità, sono anche inconsapevolmente comici: essere accusato di bigamia nel paese delle concubine di Partito è incredibilmente ridicolo.

A giugno del 2011 Ai Weiwei viene rilasciato su cauzione ma subisce forti restrizioni alla sua libertà personale. E’ continuamente controllato, non può esprimere liberamente il suo pensiero e non può lasciare la Cina. Nonostante ciò il suo attivismo artistico non si è arreso ne fermato. Ha reagito alla chiusura del blog utilizzando i 140 caratteri di Twitter (@aiww), non ha smesso di raccogliere intorno a se giovani artisti e di creare opere d’arte che al contrario del loro autore, viaggiano nel mondo, portando a chiunque sia disposto ad ascoltare la testimonianza di vita di un uomo libero e coraggioso.

Questi sono i motivi che dovrebbero spingervi a programmare una visita alla mostra allestita a Palazzo Te a Mantova. Credo che la soddisfazione di conoscere l’opera dell’Artista-Attivista Ai Weiwei vi ripagherà certamente dalla dolce fatica di un viaggio nella terra di Virgilio, in cui peraltro si può anche godere dei piaceri della buona tavola.

Se volete maggiori informazioni sulla figura di Ai Weiwei, vi consiglio la bella pubblicazione dell’Editore Feltrinelli della serie “Real Cinema” dal titolo AI WEIWEI – NEVER SORRY (DVD + Libro) .
Vi consiglio inoltre il blog di Marco Del Corona, vicecaporedattore del Corriere della Sera, in cui è riportata l’intervista a Ai Weiwei del 25 gennaio 2015 e nella quale l’artista parla, tra le altre cose, anche della mostra a Palazzo Te. Qualche nota più approfondita sulla mostra, infine, la trovate nel bell’articolo “Il giardino a palazzo: Ai Weiwei a Mantova” di Anna Vittoria Zuliani per Juliet Art Magazine.

Il Giardino Incantato
Ai Weiwei, Meng Huang, Li Zhanyang
07.03.2015-06.06.2015
Palazzo Te, Viale Te 13, Mantova
+39 0376 288208
www.aiweiweimantova.it

P.S.:

25 maggio 2015 – Grande notizia per tutti gli appassionati: la mostra di Ai Weiwei a ‪#‎PalazzoTe‬ a Mantova è stata PROROGATA FINO AL 5 LUGLIO 2015 (https://www.facebook.com/aiweiweimantova?fref=nf)

Approfittando di un breve periodo di ferie, ho trascorso un intera giornata da turista a Milano. Non a zonzo per la città ma in un’area urbana alquanto ristretta: il nuovo distretto di Porta Nuova.

Milano è una città che frequento da quando ero bambino e mi ha sempre affascinato. Vi ho vissuto da studente universitario e vi ho lavorato per molti anni; mi sono sempre sentito a casa, accolto ed attratto dalle molteplici sfaccettature di un metropoli moderna, con grandi contrasti e innumerevoli opportunità e perciò ricca di stimoli.

Dopo la visita al MIA Fair 2015 (vedi post), mi ero ripromesso di tornare per visitare il quadrilatero tra le stazioni MM di Repubblica, Gioia, Isola e Garibaldi FS; l’area delle ex Varesine per intenderci (mappa). Sarò un piccolo provinciale, lo ammetto, ma la vista dei grattacieli che sono sorti in questa zona mi attira molto!

L’area è stata oggetto di interventi di riqualificazione urbana molto impegnativi e, pur non essendo un esperto, ritengo particolarmente ambiziosi da un punto di vista architettonico. Nelle immagini seguenti potete vedere alcune fotografie del plastico che presenta una visione d’insieme dell’area. Si distinguono il Palazzo della Regione Lombardia (2010; 162 m), la Torre dell’Unicredit (2012; 146 m più 85 m di guglia), la Torre Solaria (2013; 143 m); la Torre Diamante (2012; 140 m); il Bosco Verticale (2014; 111 m).

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-1 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-2 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-3 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-4

Per la mia escursione ho preso spunto da un bel sito di itinerari di architettura che trovate all’indirizzo http://www.viaggidiarchitettura.it/expo-milano-2015/milano-porta-nuova/. Questo sito, nel periodo di apertura dell’EXPO, propone un tour tra i grattacieli e le lussuose infrastrutture di Milano Porta Nuova.
Le fotografie che ho scattato durante la mia visita nell’area le trovate nel progetto “Milano Porta Nuova di questo sito.

La mia escursione milanese, ovviamente, non si è limitata solo agli aspetti architettonici ma mi ha permesso anche di assaporare la movida milanese soprattutto in Corso Como ed in Corso Garibaldi.

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-22 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-23 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-10 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-17 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-19 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-21

Una tappa d’obbligo in Corso Como è sicuramente il locale creato da Carla Sozzani, il rinomato 10 Corso Como. Carla Sozzani è sorella di Franca Sozzani, attuale direttrice di Vouge Italia, prestigiosa rivista mensile di moda di cui lei stessa è stata direttrice negli anni ’80.

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-11 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-1520150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-12 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-1620150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-13 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-14

Se a pranzo mi sono gustato una maxi coppa di gelato da Grom insieme al popolo dei bancari dell’Unicredit in Piazza Gae Aulenti, la sera non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di una cena sfiziosa a Eataly in Piazza XXV Aprile, il locale dove l’alta qualità dell’enogastronomia italiana è alla portata di tutti.

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-2820150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-5 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-920150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-6   20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-7 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-8

Mi sono gustato un ottimo fritto di mare, molto ricco, a soli 15,50 €, due pizze margherite fritte (una bontà!) a 6,50 € e due generosi boccali di Birra Peroni Riserva a 3,00 € ciascuno, più 1,00 € per il servizio. Totale 29 € per un ottima cenetta mediterranea!

Per il dopocena ho fatto quattro passi fino a Piazza Gae Aulenti per poter ammirare la vista notturna dei grattacieli illuminati. Arrivato in piazza era in corso una manifestazione a sostegno della Scuola Pubblica e a seguire gli spettacoli organizzati per la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, promossa dall’UNESCO il 23 Aprile.

Nel seguito qualche immagine degli eventi in piazza.

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-18 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-24 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-25 20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-2620150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-27

Per concludere l’intensa giornata una breve passeggiata in Corso Garibaldi, zona di ritrovo di molti giovani nei vari locali che si affacciano sulla via.

20150423-Milano_PortaNuova_Azonzo-29

E’ stata una giornata molto intensa e spensierata. L’impressione che ne ho tratto è che Milano non si è lasciata sfuggire l’occasione per rifarsi il look in vista dell’EXPO 2015. Ha saputo coagulare intorno a progetti urbani ambiziosi le energie migliori del Paese.
Sono tuttavia consapevole che quanto da me visto è la bella vetrina di una grande città e che a Milano non mancano le aree di degrado sociale e le forti contraddizioni che caratterizzano ogni grande area urbana. Ma questi sono aspetti d’indagine sociale che non si possono certamente approfondire in una sola giornata di ferie.

P.S.:
A proposito di EXPO, ieri ero nuovamente a Milano per visitare la grande mostra su Leonardo a Palazzo Reale e non ho potuto non vedere tutti i preparativi per il grande concerto di apertura dell’EXPO 2015 che si è tenuto ieri sera in Piazza Duomo. Ho dunque deciso di fermarmi per essere testimone di questo importante evento. L’affluenza è stata notevole e lo spettacolo di grande impatto. Presenza di moltissimi turisti stranieri e, permettermi, grande orgoglio di essere italiano.

Nel seguito qualche immagine di quanto si poteva vedere ieri in Piazza Duomo a Milano.

 20150430-Milano-2 20150430-Milano-320150430-Milano-1 20150430-Milano-4 20150430-Milano-5 20150430-Milano-6 20150430-Milano-7 20150430-Milano-8

Ho acquistato da tempo i biglietti per l’esposizione internazionale che a dispetto di tutti i denigratori, per quello che ho potuto vedere nei vari servizi televisivi, è sicuramente notevole e quindi merita una visita con tutta la famiglia.

Sono consapevole delle numerose critiche che si sono levate intorno a questa importante iniziativa e nemmeno dimentico che nella sua preparazione abbiamo saputo dimostrare il peggio ma anche il meglio del nostro essere italiani. Mi auguro sinceramente che l’EXPO ospitato nella nostra nazione sia un grande successo e permetta all’Italia di dimostrare a tutto il mondo i suoi caratteri distintivi e che la rendono un’eccellenza internazionale.
Ciò che auspico è che questa esperienza ci renda migliori di come siamo, meno inclini a farci lusingare dalle scorciatoie della corruzione e del malaffare a favore di una retta onestà a tutti i livelli, meno inclini a cercare il nostro piccolo tornaconto privato e più propensi a perseguire il bene comune, meno egoisti di fronte alle sofferenze del nostro prossimo e più disponibili ad accogliere l’altro e chi è differente da noi, meno disponibili ad ammirare chi fa il furbo ed il profittatore ed invece più impegnati a fare fino in fondo il proprio dovere, a tutti i livelli. Disponibili ad accettare che tutto ciò non ci rende degli eroi ma ci mantiene semplici persone comuni a cui nessuno dirà mai grazie per la propria onestà e rettitudine.