Menu
menu

Come annunciato nel mio precedente post, domenica scorsa ho partecipato all’evento E20 Pille 73.

Invito_E20_Settembre_2015

Inutile negare. Avevo molta curiosità ed anche delle aspettative per questo evento e non solo per il fatto che fossero esposte delle mie fotografie. Aspettative che non sono andate deluse e curiosità che sono state soddisfatte.

Innanzitutto la casa. Accogliente e curata, con un atmosfera informale. Mi sono sentito subito a mio agio.

20150920-E20Pille73-1 20150920-E20Pille73-2 20150920-E20Pille73-4

In cucina c’era una bella atmosfera per accogliere i visitatori con ottimi prodotti locali.

20150920-E20Pille73-5

Anche il bagno era un ambiente fuori dall’ordinario ed in cui l’arte troneggia.

20150920-E20Pille73-12

Gli artisti le cui opere venivano proposte insieme alle mie fotografie sono due giovani, un pittore ed uno scultore.

Il pittore è Marco Torosani dell’Accademia di Belle Arti di Brera che ha presentato alcuni suoi dipinti realizzati su plexiglass.

20150920-E20Pille73-3 20150920-E20Pille73-11

Lo scultore è Marco Paghera che ha presentato alcune sue opere della serie “Introspezioni”.

20150920-E20Pille73-6 20150920-E20Pille73-7 20150920-E20Pille73-14

Le mie fotografie, scelte dal lavoro frammenti: anatomia di una depressione, sono state ospitate in camera da letto; per quanto riguarda la disposizione, ho particolarmente apprezzato l’attenzione posta nel rispettare la sequenza del racconto.

20150920-E20Pille73-8 20150920-E20Pille73-9 20150920-E20Pille73-10

L’inserimento nell’ambiente domestico, a mio avviso, ha valorizzato molto il mio lavoro.

Oltre alle opere esposte c’erano molte altre proposte di design, arredo, moda ed i bei gioielli di Simone Spiritelli, l’attentissimo conduttore di questa accogliente “open house”.

20150920-E20Pille73-13

I visitatori sono stati numerosi ma con un afflusso costante lungo tutta la serata, permettendo così una fruibilità ottimale degli ambienti della casa. Un pubblico colto ed interessato all’arte tra cui erano presenti numerosi addetti ai lavori. Questo mi ha permesso di fare buone conoscenze e di scambiare idee ed opinioni, nonché di condividere esperienze, cosa per me preziosa.

Mi è rimasto il desiderio di tornare in questa casa e di avere ancora queste belle opportunità in occasione delle prossime inaugurazioni che ci saranno il 20 di ogni mese fino a Dicembre. Sarà infatti l’occasione per consolidare le nuove conoscenze e per conoscere nuove proposte artistiche sicuramente molto interessanti.

Un sentito ringraziamento a Simone Spiritelli e Mattia Cussolotto che con coraggio e guidati dal loro amore per l’arte hanno aperto le porte della propria casa, coagulando così intorno a loro un vivace cenacolo artistico di cui mi onoro di far parte. Un grazie anche ad Elena Alfonsi che mi ha introdotto in questo bell’ambiente.

I casi della vita.
Conosci delle persone. Alcune di queste ti apprezzano ed hanno stima di te. Gli piace ciò che fai e ne parlano ad altri.
Succede così che la cerchia delle conoscenze si allarga. Ed inaspettatamente ti trovi coinvolto in una bella iniziativa… E20 Pille 73

Una casa a Pille, una frazione di Monzambano (MN), al civico 73 e dei padroni di casa squisiti e con una spiccata sensibilità per l’arte. Al 20 di ogni mese gli ambienti in cui vivono vengono rivoluzionati per ospitare le opere di vari artisti e messi a disposizione di chi ha il desiderio di fruire dell’arte senza intermediari e senza vincoli.

Gli artisti e le opere da esporre sono selezionati dai padroni di casa, stimatori della creatività e dei creativi, per esclusiva scelta di gusto personale. Gli amanti della pittura, della scultura, della fotografia, del design e della moda possono trovare qui l’ambiente ideale per conoscersi, per conoscere gli artisti, per scambiare emozioni, stabilire nuove relazioni e con ciò trovare linfa per sviluppare nuove idee e nuovi progetti.

Un vero e proprio cenacolo artistico in un borgo tra le colline moreniche del Garda in cui vi aspetto domenica 20 settembre dalle ore 17. Alcune mie fotografie verranno ospitate nella “Open House” per un mese.

Qui allegato l’invito con le indicazioni per raggiungere la casa.

Invito_E20_Settembre_2015

Si conclude con oggi la 5^ edizione del MIA Fair a Milano.

Per me è un appuntamento fisso che attendo, di anno in anno, come un occasione per fare una scorpacciata di fotografia. Mi piace fotografare e produrre i miei lavori. Altrettanto mi piace vedere il lavoro di altri autori.

Sabato scorso ho visitato la fiera e condivido con chi vuole le mie impressioni su questo evento, unico nel suo genere nel mondo della fotografia italiana, senza avere di certo la presunzione di fare una puntuale recensione di questa importante manifestazione.

Quest’anno il MIA Fair non era ospitato nella storica sede del SuperStudio Più di Via Tortona, 27 bensì nei nuovi spazi di The Mall a Porta Nuova, sotto la Diamond Tower, al centro del nuovo distretto di Milano, tra Piazzale della Repubblica e Via Melchiorre Gioia, in cui si respira l’atmosfera Newyorkese e si gode della magnifica vista dei grattaceli che hanno cambiato lo skyline della città.

20150411-MIAFair_outside-3 20150411-MIAFair_outside-1 20150411-MIAFair_outside-4 20150411-MIAFair_outside-2

Code all’ingresso di circa mezz’ora, segno che la manifestazione è sentita e l’organizzazione della biglietteria non è delle migliori.

20150411-MIAFair_inside-120150411-MIAFair_inside-2

Appena entrati si ha subito l’impressione che la nuova sede offra uno spazio più raccolto della vecchia. In effetti il numero di espositori si è ridotto dai 180 dell’edizione 2014 ai 145 di quella 2015, circa il 20% in meno.

20150411-MIAFair_inside-3 20150411-MIAFair_inside-5 20150411-MIAFair_inside-4 20150411-MIAFair_inside-8 20150411-MIAFair_inside-6 20150411-MIAFair_inside-7

Girando tra i vari stand, uno per ogni autore, com’è nella tradizione del MIA Fair, ho notato che c’è la tendenza ad aumentare notevolmente le dimensioni delle stampe.

Sarà un caso ma uscendo dalla stazione MM di Repubblica non ho potuto fare a meno di notare l’immenso tabellone pubblicitario della Apple in cui campeggiava una fotografia scattata con l’iPhone 6 che occupava l’intera superficie di un palazzo di una dozzina di piani.

2015-04-11 11.06.56

Se posso comprendere le necessità della pubblicità di attrarre la nostra attenzione, capisco meno la necessità di ingigantire le stampe fine art. A meno che non siano destinate a grandi sale in luoghi pubblici, come, in epoche precedenti, i pittori si dedicavano alla creazione di grandi tele che avevano una normale collocazione nelle chiese.
Per contro ho apprezzato il minimalismo e l’eleganza delle immagini collocate nello stand di Giovanni Gastel che, di dimensioni normali e affiancate le une alle altre, ricoprivano interamente le tre pareti dello stand messo a disposizione dell’autore in qualità di proposta MIA.

20150411-MIAFair_Gastel-1 20150411-MIAFair_Gastel-2

Mi ha colpito la presenza di molte immagini create dalla sovrapposizione di più immagini, come negli esempi che vi riporto,

Bramante_Davide_web

(foto di Davide Bramante)

Della Toffola_Francesca_web

(foto di Francesca Della Toffola)

Lanza_Marco_web

(foto di Marco Lanza)

oppure di immagini a mosaico come quella sotto riportata, la cui tecnica credo possa ritenersi derivata da quella di Maurizio Galimberti. L’immagine che vi propongo, sicuramente molto interessante, ha peraltro dimensioni tali da occupare l’intera parete dello stand.

Felisi_Manuel_web

(foto di Manuel Felisi)

Ho notato infine la presenza di un certo numero di immagini di mosso, anche molto accentuato, in cui, a volte, il soggetto è riconoscibile ed altre invece che risultano completamente astratte.

Roberto_Polillo_web

(foto di Roberto Polillo, figlio del mitico Arrigo Polillo, redattore capo della rivista Musica Jazz ed autore di numerosi libri sul Jazz)

JacobGils_Movement2012_London_4

(foto di Jacob Gils)

67_Gancia_Betta_web-800x705

(foto di Betta Gancia)

Non mi permetto di esprimere un giudizio su queste tendenze, anche se il risultato in alcuni casi mi lascia perplesso.

Ho apprezzato invece alcuni tentativi di rendere unica un’opera mediante il ricorso ad innesti di materiale vario, come nell’esempio riportato nel seguito

86_Vojnar_Kamil_web

(foto di Kamil Vojnar)

e, sempre nel segno dell’unicità dell’opera, ho anche apprezzato la presenza dei Polaroiders Silvano Peroni, Carmen Palermo ed Alan Marcheselli nello stand del The Impossible Project.

Silvano_Peroni_Polaroiders_web 11130Marcheselli_Palermo_Polaroiders_web112_10204187011299543_3888145562155991379_n

Tra i lavori che più mi hanno colpito, segnalo i seguenti.

20150411-MIAFair_opere-12 20150411-MIAFair_opere-13 20150411-MIAFair_opere-9 20150411-MIAFair_opere-10
  • Vanitas di Drik Dickinson
20150411-MIAFair_opere-8 20150411-MIAFair_opere-11 20150411-MIAFair_opere-14

Per quanto riguarda l’edizione del MIA Fair di quest’anno, per ora, non ho altro da aggiungere. Gli spunti visivi, gli approfondimenti e le riflessioni proseguiranno per tutto un anno, in attesa della prossima edizione, alla quale mi riprometto di arrivare con una maggiore preparazione che mi permetta di fare una visita più consapevole.