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Dalla fine di Luglio è in edicola il numero 285 de IL FOTOGRAFO, edizione Agosto-Settembre 2016.

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Perché menziono la prestigiosa rivista italiana di fotografia diretta da Denis Curti, fondatore di STILL e direttore di artistico della Casa dei TRE OCI di Venezia?

Il motivo è tutto personale.

A pagina 82, nella rubrica Miniportfolio curata dall’editor Michela Frontino, viene presentato un mio lavoro dal titolo “Autobiografia”.

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Per comodità di lettura del testo riporto anche le due pagine separate.

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Ho avuto l’occasione di incontrare Michela per la prima volta il 24 ottobre 2015 a Milano durante l’iniziativa di Portfolio Review organizzata da SPREA, l’editore della rivista IL FOTOGRAFO. Avevo proposto alla sua analisi un portfolio di una decina di immagini scelte da una serie di fotografie che avevo selezionato in circa 2 anni di scatti. Era la mia prima esperienza di lettura di un portfolio fotografico e rimasi colpito da come Michela era riuscita in poco tempo, 20 minuti, a mettersi in sintonia con il mio lavoro, rielaborando la sequenza che le avevo proposto e proponendomi una chiave di lettura differente da quella che avevo elaborato io. Mi fa molto piacere quando qualcuno guarda le mie immagini e non mi chiede cosa volevo dire ma condivide con me quello che le mie immagini suggeriscono in termini di emozioni e pensieri.

I contatti con Michela sono proseguiti dopo questo nostro primo contatto ed ho condiviso con lei l’intero lavoro fotografico da cui quelle immagini era state scelte. Mi ha proposto la pubblicazione sulla rivista e io ne sono stato ben lieto per l’opportunità che mi è stata offerta di dare visibilità al mio lavoro. Ho molti motivi di soddisfazione personale legati a questa pubblicazione; tuttavia mi ritengo particolarmente fortunato perché ho avuto l’occasione di conoscere una persona gentile, educata e piena di entusiasmo per il suo lavoro come Michela Frontino, una giovane editor molto preparata e rigorosa, prodiga di consigli e suggerimenti.

Per quanto riguarda il lavoro presentato sulla rivista non ho molto da aggiungere a quanto è stato scritto nell’articolo preparato da Michela. Aggiungo solo che l’idea di indagare attraverso la fotografia le mie dimensioni personali del buio e della luce è nata a seguito di alcuni incontri personali che ho avuto negli anni 2014 e 2015 con Toni Thorimbert, il quale mi ha incoraggiato ad esplorare un uso della fotografia non certo usuale per me.

A questo link potete trovare il mio lavoro fotografico nella sua interezza. Sarò particolarmente grato a chi vorrà condividere con me quello che tale lavoro gli/le suggerisce.

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